Come restaurare una barca in legno o vetroresina - EverDose

Come restaurare una barca

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Come restaurare una barca in legno o vetroresina

Premessa

Bene, scrivo questo articolo dopo più di 8 mesi dall’aver restaurato una barca in vetroresina di 4,10 metri. Perchè? Perchè è un articolo mentalmente complesso, che mi/ci ha portato/i dal non sapere niente di nautica a poter pensare di cominciare a produrre canoe in vetroresina e in futuro, perchè no, piccoli scafi fino ai 5 metri o una linea di antivegetativa autolevigante. Vado al dunque, e cioè ‘come restaurare una barca‘, visto che l’ho passato sulla mia pelle da aprile a giugno 2016..

come restaurare una barcaDa sempre ho avuto il sentore che il mare è il mio elemento, ma venendo da un posto depresso, mi hanno sempre convinto che tutto ciò che non è una rottura di coglioni è superfluo. Siccome ho compiuto 40 anni quest’anno ho deciso che da questo anno fino alla mia morte farò esattamente ciò che voglio, sapendo che se la gente mi segue avrà notevoli miglioramenti nella loro vita. Finora, in qualche modo, ho seguito gli altri: genitori, compaesani, bla bla, e i risultati sono stati scarsissimi.

D’ora in avanti il credo hippy sarà riassunto in poche parole: vivere, viaggiare, scartare, scopare, mare, menare, scriverne. E’ un qualcosa di ascetico, di divino, e infatti l’idea di comprare una barchetta in vetroresina è ascesa a me nel corso dell’inverno scorso, ma ancora non sapevo che avrei scritto la guida ‘come restaurare una barca’. Per mesi ho guardato la bacheca di Subito.it in cerca di qualcosa di papabile per cominciare a muovere i primi passi in acqua. Sapevo, e so, solo una cosa: ogni volta che uno si immerge in un nuovo settore o ambiente verrà inesorabilmente inculato.

Tanti infatti mi han consigliato di non stare sul range di prezzo dei 1200 euro (barca + motore), ma di salire un po, come restaurare una barcasui 3-4000, perchè ‘più spendi meno spendi.. Io invece sapevo (e so) che se non sai niente ed entri in un nuovo settore spendi 1200 euro ti fregano 1200 euro, mentre se ne spendi 3-4000 ti fregano 3-4000 euro. E il tempo, come sempre, mi ha dato ragione. All’inizio non sai niente, ti basi sulla forma della barca e hai questa assurda convinzione per cui ‘a me basta una robetta, giusto per andare in acqua’.. Nella realtà, se dopo un mese di laguna e mare, avessi potuto mettere le grinfie su una portaerei da 300 metri l’avrei fatto senza voltarmi indietro.. Ma parliamo di come restaurare una barca invetroresina e/o legno, prima.

 

Acquisto

All’inizio volevo una ‘macchina nel mare’. Si, una lancia con volante, un abitacolo uguale a quello di una macchina, con volante e i due sediloni.. poi ho visto gli open, sempre con volante, e siamo andati a vedere una Molinari, 4,20 con Mercury America 25 cv. Il ragazzo, Jacopo, l’aveva tenuta bene, per quel che ne sapevo, ma avevo notato qualche punto molle nella vetroresina e ho cincischiato (non sapevo come restaurare una barca). Così lui l’ha venduta. Il tempo passava così ci siam detti (io e la morosa), o la va o la spacca, e abbiamo contattato un ragazzo della zona che aveva questo open (in foto) di una forma mai vista. Abbiam preso quella per non doverci sbattere ulteriormente a cercare. 1150 euro per barca in vetroresina e motore.

Passaggio importante: il ragazzo che ce l’ha venduta ci dice che conviene che, mentre ci facciamo portare a casa lo scafo, il motore faccia un giro in officina per il tagliando. Niente da eccepire. Arriva il carrello (costo: come prendere un taxi a Portogruaro) con la barca e la mettiamo in garage, e il motore sarebbe arrivato di lì a una settimana. Passa qualche giorno, la guardiamo, ci diciamo che facciamo giusto quei due tre lavoretti di base prima di metterla in acqua: smontare i tientibene, girarla, antivegetativa, rimontare tutto e via..

Così, dopo qualche giorno vengono 3-4 amici e la giriamo a culo in su in giardino. Avrei dovuto solo grattare via la vecchia antivegetativa con la macchina e spalmarci quella nuova. Ma grattare quella vecchia antivegetativa, prima a mano e poi con la macchina, si è rivelato un lavoraccio senza precedenti (appunti per il futuro: pagare 50 euro e farlo fare ad un altro).

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Lavorazione

Dopo una settimana a grattare e a riempirmi di polvere tossica rossastra, e dopo aver ben lavato la carena, passiamo l’antivegetativa nuova, blu mare, e siamo contenti. Facciamo fatica a stenderla ma viene un lavoro ben fatto, così chiamiamo di nuovo gli amici a girare la barca (300 chili), e la lasciamo in giardino, che tanto dovevo solo rimetterci su i tientibene..

E poi.. e poi un giorno guardo quella paratia in metallo sullo specchio di poppa, dove calare il motore, e mi dico ‘dai che lo levo, così ci cambio le viti e gli do un po più di stabilità.. Alimortaccimia, non l’avessi mai fatto. Tutto lo specchio di poppa era gommoso, la vetroresina era sta data a fogli progressivi sopra ad una poppa bagnata e/o forse marcia. Comincio, come si fa con l’unghia quando ti gratti la crosta di una ferita, a levare pezzi di vetroresina, finchè arrivo alla struttura originaria COMPLETAMENTE MARCIA. Sempre col principio del tirare via gratto, spacco, faccio leva, e capisco che tutto il dritto di poppa è marcio.

E quindi predisponiamo tutto per rinforzarlo e ci chiediamo come restaurare una barca in vetroresina ma con all’interno venature di legno e plastica. Rinforzarlo.. abbiamo buttato giù tutto (ah, mai paura di spaccare.. meglio spaccare in più che in meno) e ricostruito, dopo aver fatto asciugare bene il residuo di assi di legno marce all’interno del dritto di poppa, con assi di legno nuove, opportunamente resinate, ed una colata lavica di resina a litrate. Se oggi buttassi una granata nella barca si sventrerebbe ma lo specchio di poppa sarebbe ancora lì. Nuovi buchi con guaine impermeabili, ecc..

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Verniciatura

E poi Vale (la morosa) dice: ‘sai che c’è..? vorrei riverniciarla tutta..’. E lì si è aperta una nuova fase. Perchè non puoi riverniciare sopra allo schifo/scafo senza aver prima grattato via tutto. Così, di buona lena, procediamo con questa nuova fase durata quasi un mese e mezzo: grattare tutta la barca, dentro e fuori. Nel mentre che la grattavamo ci siamo accorti che era ‘morbida’ a proravia e a poppavia, sul pagliolato. Insomma, uno scafo che una persona che si perde d’animo lo butta in giardino per farne una fioriera, altro che capire come restaurare una barca.

Noi no. Colate di resina su tutta la lunghezza dello scafo, e poi abbiamo cominciato a buttare giù tutte quelle piccole pareti nei pozzetti, nelle murate, dove ci siamo accorti che in passato erano state usate stecche di compensato per strutturare la barca. Un lavoraccio. Ricostruito tutto con vetroresina e stuccato sopra per lisciare il tutto. Primer e due mani di vernice. E poi abbiamo inchiodato sopra tutti i pozzetti e il pavimento di legno, dopo aver riverniciato il tutto.

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Ci abbiamo speso sopra tra i 1000 e i 1500 euro, ma lo abbiamo considerato come un corso di restauro, e infatti la barca è stata usata quasi ogni giorno dal 5 giugno ad oggi (sotto Natale) ed è perfetta. Purtroppo abbiamo avuto diversi problemi col motore. Non perchè il vecchio Mercury non andasse bene, ma vi ricordate che all’inizio vi ho detto che il motore è stato portato a fare il ‘tagliando’. Beh, dopo un mese di moto mi si è sbiellato il piede del motore e, smontandolo con un meccanico, abbiamo visto che il precedente meccanico aveva riempito il piede con olio di macchina, per risparmiare (e fregarci quindi più soldi).

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Risultato

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Quante avventure quest’estate, quest’autunno e quest’inverno. Ora abbiamo montato un nuovo piede al mitico Mercury America 25 cv e la barca, come in video corre come una freccia tra la laguna e il mare. e’ stata una grande avventura, faticosa si, ma che ci ha fatto comprendere bene com’è la struttura di una barca, e cosa guardare, in futuro, quando valuteremo altri scafi. Ora questa mitica barchetta ancora solca le nostre acque, e finalmente viviamo l’acqua, perchè senza acqua, senza mare, la vita non è vita. Chi resta a terra ha perso. E soprattutto.. la nautica è una passione ‘totale’. Chi non ha passione non potrà mai e poi mai fare questi sforzi per restaurare una piccola barca in vetroresina.

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