Analisi della concorrenza sul web - EverDose

Analisi della concorrenza sul web

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analisi della concorrenza, dei competitors, online sul web

Analisi della concorrenza (e di se stessi) prima di iniziare un progetto nel web.

Di che morte devo morire? La prima domanda da porsi nel web e come fare a saperlo, attraverso l’analisi della concorrenza.

Anche ieri sera ben due persone, che hanno una ditta alle spalle col sito vecchio o che han speso 5 mila euro per siti del cazzo, mi chiedevano consigli su come rilanciare il proprio giurassico sito o se è meglio crearne uno nuovo. Le discussioni di questioni web senza un computer davanti sono impossibili da sostenere, perchè la materia è talmente vasta che senza un’analisi della concorrenza dettagliata, del progetto dell’utente e del settore di competizione, stiamo parlando solo di fuffa. Tutto, ma veramente tutto, è relativo, e bisogna sempre tenerlo a mente.

La mia domanda, che faccio sempre quando qualcuno mi avvicina per parlare della propria questione, è questa: ‘Come ti cercheresti nel web? Tirami fuori almeno 5 modi in cui ti cercheresti su Google’. Fatto questo occorre aggiustare il tiro e dare un occhio a quali siano le serp giuste e più ricercate, quelle insomma che sia gli utenti sia i competitors riconoscono come fondanti di un settore. Dedicheremo più avanti uno o più post sull’argomento, perchè la sua importanza è primaria e voglio spiegare passo passo come fare a costruire una seo on page coi controrazzi. Per ora, visto che l’argomento è capire di che morte morire, (e lo capisci se fai l’analisi della concorrenza) mi limito a dire, così, se volete fare due prove, dove andare a pincionare per farvi un’idea della galassia di parole chiave di cui avrete bisogno (sia per nuovi siti, sia per sistemare i vecchi). Io uso:

  • Google Adwords (utile soprattutto per capire i volumi di ricerca)
  • Ubersuggest (ti da i suggerimenti come Google, ma te li lista dalla A alla Z)
  • Strumenti per webmaster (vedi i movimenti delle serp per siti già in pista)

Ok, andiamo al focus dell’articolo, come fare l’analisi della concorrenza, dei concorrenti o competitors online. Come ho detto strutturerò questa categoria del blog cercando di parlare di alcuni aspetti della Seo e marketing che in Italia ancora non ho visto trattare (e metterò i link delle letture giuste, senza andare a scopiazzare cose già esistenti, come fanno tutti). Uno di questi è avere la reale percezione, al netto di aspetti psicologici ed emotivi, di dove ti stai andando ad infigare col tuo progetto web. Facciamo un esempio:

Giorgio, di Bari (nome e luogo fittizi, per un cliente che tempo fa mi ha fatto pimpare il suo sito) è un investigatore privato e vuole pubblicizzarsi sul web. Giorgio è senza lavoro, si mette a studiare la seo su internet, costruisce il suo sito, e sta ogni giorno a guardare la casella di posta vuota e il telefono che non suona. Passano i mesi, Giorgio è ricoperto di ragnatele che guarda il telefono muto. Passa un altro mese e Giorgio si impicca. Perchè Giorgio si è impiccato? Perchè Giorgio, come tantissime persone, pensa che basta avere un sito internet per ‘esserci’, e senza tener conto di un sacco di dettagli (tra cui l’analisi della concorrenza) ha riposto tutte le sue energie, le sue speranze, il suo tempo, su questo progetto.

Il giorno dopo che Giorgio si è impiccato il telefono suona. Era un cliente che, visto che nessuno risponde al telefono, chiama un altro competitor. Giorgio, al netto della sua perizia nel saper costruire un buon sito internet, non ha effettuato l’analisi della concorrenza, e non sapeva di che morte doveva morire (anche se poi ha deciso per la corda). Guardate queste serp (sono su Bing, perchè stamattina su Google non va, ma voi usate sempre Google), prima pagina per ‘investigatore privato’:

analisi della concorrenza 2analisi della concorrenza 1

Premesso di aver ben chiaro che tipo di parole chiave sono funzionali al tuo progetto, installa MozBar. MozBar ti fa vedere la serp che ti interessa conferendo ad ogni sito, tuo e dei competitor, 2 valori, PA e DA (page authority e domain authority). Lasciamo stare i tecnicismi che approfondiremo, e lasciamo stare il fatto che nessun tool è preciso.. sappiate solo che un sito nuovo parte da PA 1 e DA 1, e lavorandoci come attività principale on site e off site (e senza andare a comprare backlink a 9,90 al chilo), se sei bravo arrivi a un PA 30 e DA 30 in non meno di un anno (ci son mille fattori ma voglio semplificare).

Ogni sito viene giudicato da Google in base alla sua struttura, alla sua authority e alla sua anzianità. Un tempo lo stesso Google assegnava un valore ad ogni sito, il famoso Pagerank (PR). Da quando Google ha smesso di usare il pagerank diversi tool tentano di avvicinarsi all’algoritmo di Google assegnando metriche ad ogni sito. Io uso Mozbar e Ahrefs (per analizzare il singolo competitor), anche se ritengo buono anche Semrush. Majestic invece mi fa cagare.

Quindi, dopo che hai visualizzato le serp giuste, dopo che hai dato un occhio a che razza di competitor hai di fronte, dopo che li hai analizzati uno ad uno (almeno i primi 30), e quindi hai fatto l’analisi della concorrenza, ti puoi fare un’idea abbastanza precisa della mole di lavoro e del tempo che impiegherai per raggiungere la ‘hall of fame’ della prima pagina. Quindi, e andiamo al senso estremo di questo post, facciamo qualche considerazione finale per non finire impiccati come Giorgio.

analisi della concorrenza

  1. Tra i vostri sogni di gloria e il reale raggiungimento di essi c’è un lavoro più o meno duro, a volte impossibile, a volte facile, da fare. Conoscere la mole di lavoro e il tempo che dovrete impiegare (con l’analisi della concorrenza) vi eviterà di riporre false speranze, di sprecare il vostro tempo, ed in sostanza di mollare il progetto dopo che avete buttato via energie che potevate impiegare in altro o focalizzarle meglio su un obiettivo di portata più piccola.
  2. Internet, e questo l’utente medio non lo sa, sta seguendo la stessa strada corporativa che conosciamo bene nella realtà ‘di strada’. Sempre più spesso dietro a grandi portali, o a interi settori, ci sta una multinazionale del web. E ne io ne voi, ne la migliore seo agency potrà mai competere con questi (cioè, se mi venite a dire che volete lanciare un giornale online e volete competere con La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Il Corriere della Sera da soli, o volete avere il sito porno più visitato al mondo, io vi rispondo alla Joe Bastianich: ‘Mi prendi culo? Sei arrogante?’.
  3. Non solo grandi gruppi, ma spesso, per prendersi un settore, gruppi di seo, web marketers si dividono i compiti e creano una società strutturata. Attraverso l’analisi della concorrenza DOVETE SAPERE che genere di forze ci sono in campo. Se tutti i competitor di un settore sono gruppi di 5-7 persone, quindi esiste una redazione, di gente che se ne intende di seo, e tutti sono così bastardi da comprare backlinks e fare porcherie una dietro l’altra senza scrupoli DOVETE SAPERLO. Non è che dovete abbandonare il campo, dovete solo mettere in conto che il vostro sforzo da soli sarà moltiplicato per mille. Io lo sto facendo, ma io SO che competo da solo contro 50 entità malvagie coordinate in bande, ed è per questo che ho messo in conto un anno, ma anche di più se necessario, per prendermi il settore.
  4. Se tutti i vostri competitor si attestano su un PA 30 e DA 30 e voi lavorate in fabbrica 8 ore al giorno e lavorate al sito 2 ore a settimana non è da sani di mente pensare di farcela in due mesi. Se volete sognare fatelo pure, ma occhio allo schianto al suolo poi.
  5. Ci sono, e stan crescendo sempre più, i cacciatori di nicchie. Frammenti di mercato che non interessano ai grandi gruppi e che possono rendere qualcosina. Ma DOVETE SAPERE QUANTO RENDERANNO. Vi buttate in un progetto, in sei mesi siete i primi, fighissimi, e poi vi accorgete che guadagnate 30 euro al mese. Ha senso?
  6. Il fattore umano. Ci sono settori in cui i customers, i clienti, ti vengono a cercare anche in ottava pagina e ti pregano di prendere i loro soldi, mentre ci sono settori in cui se non sei tra i primi 3 nessuno ti caga. DOVETE SAPERLO PRIMA (anche se questo è difficile e non esistono tool), o almeno metterlo in conto, che le serp possono essere aperte ad un reale mercato, come quello del paese, o se sono asserragliate solo nei primi posti.

Ora basta, ho scritto troppo. Beh, avete capito insomma il senso di analizzare la concorrenza, no? Non sono solo cose per agenzie che parlano con tutti quei termini in inglese e non si capisce un cazzo di niente. Se hai la tua pizzeria e vuoi essere tra i primi della tua provincia vai a farti un giro dei competitor, capisci con chi hai a che fare, e pianifica i tuoi sforzi con lucidità conoscendo le tue e le altre forze in campo, attraverso l’analisi della concorrenza. Valuta, in modo emotivamente stabile se mollare subito l’idea, se cominciare da solo e finire da solo, se ti servono partners, se delegare ad altri, e soprattutto se la tua vita odierna ti concede il tempo e i mezzi, anche economici, per affrontare il tuo progetto. La vita è già pesante così, ed è anche breve. Buttare via tempo ed energie per arrivare in un vicolo cieco non è mai una buona idea.

4 Comments
  1. Reply
    EF dicembre 18, 2015 at 3:01 pm

    Autore, sembri aver le idee molto chiare. Potrei avere qualcosa che può interessare ad entrambi in termini economici. rispondimi presso la mail che vedi in fase di registrazione del commento

  2. Reply
    Andrea F gennaio 14, 2016 at 4:02 pm

    Nell’ultimo punto parli del “fattore umano” e della capacità/esperienza di capire se il settore preso in analisi è da prima pagina oppure anche da ottava. Puoi fare qualche esempio di settore da prima e qualche esempio di settore da ottava?

    Riguardo ai “cacciatori di nicchie”, tralasciando un possibile intendo di guadagno con adsense e/o affiliazioni, come consigli di scoprire “quanto renderà” la nicchia scelta?

    Grazie!

  3. Reply
    EverDose gennaio 17, 2016 at 7:34 pm

    Andrea: in genere tutti i settori ‘massivi’ (annunci: pensa a subito.it, centinaia di persone hanno pensato ad un sito di annunci, ma già se ti allontani dalle prime posizioni non se li fila di pezza nessuno) hanno la serp cortissima, mentre quelli che propongono servizi, anche brandizzati, ma che richiedono un certo grado di artigianato nel businness, le serp possono essere lunghe anche fino la sesta pagina, perchè la gente va a cercare, va a confrontare le varie offerte. Poi dipende anche dal grado di intelligenza e cultura degli utenti.. certe utenze, tipo quelli che guardano i siti porno, raramente cercano qualcosa che non sia sotto il loro naso.
    Le nicchie rendono 30-50-100 euro se le carichi di pubblicità e affini.. per me non ne vale la pena, ma se uno vuole farsi una pensioncina piazza 20 siti del genere e arriva al millino. Invece se la scalata serve per importi come persona, artigiano, azienda, ecc.. dove converti in lavoro, insomma, eh.. lì bisogna conoscere il settore o chiedere ad altri competitor (o estorcere.. :-D)..

    • Reply
      Andrea F gennaio 17, 2016 at 11:37 pm

      Ottimo! Ti ringrazio per i consigli 😀

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