Troll, haters e rosiconi: fenomenologia dello scappato di casa nel web

Troll, haters e rosiconi: fenomenologia dello scappato di casa nel web

trollUsi, costumi e comportamenti dello scappato di casa digitale.

Troll, haters, lamers, sockpuppet, cyberbulli e semplici rosiconi: un identikit.

Ormai è una continua colata lavica di insulti, minacce di morte, sbeffeggiamenti e rituali collettivi di blasfemia curativa il cui unico denominatore comune è il delirio di onnipotenza e onnipresenza dei troll intorno a noi. Parlo di forum, blog, commenti social, ma anche dei quotidiani online.

Ogni giorno, ad ogni minuto, in ogni posto migliaia (o milioni?) di troll (quelli che scrivono commenti irritanti), lamer (gli sfigati che ti minacciano dicendoti che ti impestano il pc con un virus), sockpuppet (quelli che si creano altri account fittizi e si rispondono allegramente da soli), cyberbulli (o leoni da tastiera) prendono la scena portando i loro carichi di letame in giro per internet.

Se ne vanno in giro come nuovi untori, mascherati, a diffondere il morbo, a trascinare l’umanità nel loro pozzo senza fondo. Non pagati (da non confondere con i troll politici tanto cari a Renzi che sono pagati, quindi è un lavoro a tutti gli effetti), armati di tempo libero, pazienza e connessione internet, i troll seguono un unico filo logico: l’essere disonesti intellettualmente.

Nell’unica era del pianeta Terra in cui i passivi, gli spettatori, possono interagire con gli attivi, i produttori (di video,troll di post, di topic, ecc..) è stato chiaro fin da subito che qualcosa non andava come ci si sarebbe aspettato. Una buona fetta dell’utenza, invece di contribuire alla crescita della conoscenza comune, si è da subito preoccupata di smontare il lavoro altrui.

E da lì il tutto è dilagato rapidamente fino alle nuovissime forme di ‘cooperative di cretini’. Si, gente che per lungo tempo ha dovuto tacere per via delle loro idee strampalate, del loro razzismo, della loro omofobia, ora si sono riscoperti in tanti nella rete ed hanno detto in coro: ‘Sapete che c’è? Siamo dei cretini e ce ne vantiamo!’. Tanto che ora determinate pagine di Facebook sono covi di fottuti nazisti dell’Illinois (io odio i nazisti dell’Illinois) che si lanciano a trollare in gruppo chi trovano in rete che non la pensa come loro (o che pensa a differenza di loro).

Negli anni la comunità di internet ha stilato una serie di regole per non permettere ai troll di rovinare qualsiasi conversazione. Ed è stato partorito il famoso slogan ‘Non date da mangiare ai troll’, col chiaro intento di non degnarli di risposta pensando che togliendo loro la benzina principale questi fossero caduti come mosche. Fino ad arrivare al genio di Gianni Morandi. Non sono mai stato d’accordo con questo assunto. Io sono, come mia regola personale su internet, per dare 10X agli utenti: mi dai un euro, ti do 10 euro. Mi dai un pugno ti do 10 pugni.

trollIo sono un operatore del settore. Di troll mi nutro e ci faccio colazione. Alle volte mi sono lanciato contro 100 di loro in gruppo per puro divertimento. E qualcuno l’ho beccato. Uno dei più sporchi, depravati e coprolalici troll che ho beccato era un ragazzo militare (ricordate che se il troll è stupido lo si riesce a beccare anche noi utenti normali) che, beccato, ha chiuso il suo account principale in due secondi netti e si è messo a correre per paura di rovinare la sua carriera (?). Questo tema dei troll mi è caro non per me direttamente, ma per il fatto che molti anziani che si stanno riversando su internet non hanno difese contro questi supereroi mascherati col mantello marrone. E diversi ragazzini si sono lanciati dal balcone dopo essere stati sotto attacco dei troll.

Appunto per questo sono d’accordo con quel programma svedese, ‘Troll Hunters’, che va, con le telecamere, a beccare i troll e li mostra come sono nella realtà: dei poveri falliti senza alcuna dote che hanno già perso tutto nella vita, e per questo sfogano la loro miserrima e deprimente vita da dietro una tastiera. Gran bel programma! Colpirne uno per educarne cento! Perchè se, da una parte ci sono i troll, essi esistono veramente solo perchè le minacce degli utenti normali: ‘Io ti denunzio alla postale!’, ‘Ho un cugino alla postale, ha già il tuo nominativo’ si sono rivelate solo dei patetici tentativi di controminaccia. La postale, per tutti noi che non ci chiamiamo Boldrini di cognome, non esiste. Semplicemente.

Ma allora.. tornando al problema principale: ma chi sono, chi si nasconde dietro al troll che ti attacca tra i commentitroll di internet? Una sola, unica e grande regola per tutti: chiunque si sente un fallito (e purtroppo ce ne sono a biffezze in questa società post capitalistica) è un potenzialissimo troll o leone da tastiera. Dovrebbe essere addirittura un autoesame: se dentro di te provi invidia, se non gioisci perchè uno ce l’ha fatta, o è molto bravo a fare qualcosa HAI GIA’ PERSO. Non arriverai da nessuna parte. La probabilità che col tuo account fasullo andrai a insultare gli altri è altissima (già, perchè nella realtà è molto probabile che trovi ‘quello del formaggio’ che ti tira una castagna in mezzo agli occhi).

Ma nell’universo troll non ci sono solo i puristi (quelli che commentano a caso qualsiasi cosa pur di fare gazzarra), ci sono anche gli specialisti, quelli di settore. Nel mio settore, ad esempio, quello della SEO, il troll assume forme di esperto (ma avrete già visto in ogni settore i mega esperti di tutto che bacchettano I VERI esperti): cioè, ci sono questi individui che hanno nome falso, mail falsa, non ci mettono la faccia (foto profilo random), non scrivono niente, non hanno un blog, che cercano invano di darsi un tono sminuendo gli altri. Io mi vergognerei come un cane ad essere ridotto così, come uno scappato di casa.

Il gioco è sempre lo stesso.. il troll deve dire a tutti i costi che il sole è blu (‘Di Maio è un ladro’) e deve sminuire gli altri (inventi la macchina del tempo e lui ti spiega, dall’alto della sua raffinatezza intellettuale che sei un coglione per tot motivi, ma soprattutto non hai alcuna authority. Però poi vai a vedere e anche nei profili dei premi Nobel ci sono i troll, che naturalmente sono geni incompresi nelle loro camerette piene di fazzolettini di carta usati).

trollOgnuno di noi, su internet, mostra esattamente quello che vuole di sè: se sono grasso ma ho begli occhi mostrerò solo quelli, se sono un poeta ma anche un rospo diletterò le damigelle coi miei versi immortali.. ma se sei un troll sei nudo, perchè un troll mostra esattamente TUTTO di se stesso. Esattamente ciò che vuole nascondere: la sua paura, il suo fallimento, la sua situazione economica, la sua vita sociale e persino la maglietta che ha addosso e i fumetti che legge.

Perchè alla fine quello del troll è il grido disperato di chi ha perso. Hey, e per noi utenti e operatori di internet sono un gran buon termometro. Più ne hai meglio è. Oltre a essere i tuoi migliori lettori sono l’unità di misura del tuo successo. Più i perdenti si incazzano e più tu cominci a svolazzare nel cielo infinito.. Oooooo-ò!

Quando hai successo nella vita diventi segno di speranza per l’ottimista, ma per il pessimista sei la puzza del suo insuccesso

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

1 Comment
  1. Reply
    Luigi agosto 31, 2016 at 12:17 pm

    Ciao. Ho trovato il tuo blog non so come, forse leggendo online un giornale e avevi postato questo articolo, messo nei preferiti perchè nn avevo tempo di leggerlo e ora l’ho riletto, attentamente.Ero abituato a blog di marketing abbastanza pallosi, di quelli che ti continuano a dire che “se vuoi puoi” e che mi fanno alzare solo il collesterolo. Percepisco che ce l’hai un po’ con gli sfigati, devo ammettere che anche a me non stanno simpatici, e la frase che hai citato “Quando hai successo nella vita diventi segno di speranza per l’ottimista, ma per il pessimista sei la puzza del suo insuccesso” racchiude proprio il senso di tutta sta gente che razzola sul web per affondare tutte le persone che dimostrano di avercela fatta. Oh, intendiamoci, per me avercela fatta può significare anche avere un lavoro che ami, persone che ami, potersi svegliare la mattina senza sperare che arrivi presto la sera perchè abbiamo giornate di merda…Perchè scrivo un commento? Per dirti che non sei il solo, io da sempre sono stato la puzza dell’insuccesso altrui, e sai quando mi sono trovato “amato” dagli amici/conoscenti? Quando la mia aziendina è fallita (non causa mia, causa del paese in cui viviamo)…allora cazzo son diventato l’amicone. Questa gente se sei uno fuori dagli schemi, se hai idee rivoluzionarie o sei semplicemente diverso dalla massa di capre, non ti vuole, ti cercherà di abbattere. Io ho capito qual’è il sistema : faccio finta che non esistano,per me non esistono, punto. Ciao, ti sei guadagnato un lettore nuovo 😉

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